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  • Situazione Irisbus, l'appello al mondo della politica del segretario generale dell'Ugl, Centrella
  • “Facciamone una vertenza nazionale o l’Irpinia scomparirà”

  • L'assessore Solimine: "Serve un pensiero lungo, una strategia innovativa per il futuro"

AVELLINO - “Mai come adesso è necessario che le forze sindacali in campo, da quelle nazionali a quelle territoriali, siano compatte e pronte a perseguire una sola unità di intenti, soprattutto nei due appuntamenti romani del 30 e del 31 agosto, cruciali per il futuro dello stabilimento Irisbus”.  Così Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, giunto in mattinata davanti ai cancelli della fabbrica della Valle Ufita per confrontarsi con gli operai e, per tentare insieme a loro ogni possibile soluzione atta a salvaguardare il futuro occupazionale di 700 persone e, ancor più in generale, di un intero indotto. Il leader nazionale dell'Ugl lancia il suo appello all'unità a pochi giorni dal decisivo incontro con la Fiat presso il Ministero dello Sviluppo economico, previsto per il 31 agosto. “Nel contempo – continua il sindacalista – chiedo alle organizzazioni sindacali di Suzzara (Mn) di ‘bloccare’  gli operai della Irisbus in trasferta impedendogli di entrare nello stabilimento mantovano”.    “Il loro ingresso in fabbrica  - continua Centrella – annullerebbe del tutto i sacrifici e la battaglia dei lavoratori della Valle Ufita, in presidio da oltre un mese”.   “Oggi  - conclude Centrella - è necessario che il Sindacato, a partire da quello che rappresento, spinga la vertenza Irisbus verso la platea nazionale. Forse, solo mostrando a tutti la gravità della situazione in cui versa l’Irpinia, riusciremo a porre un freno alla desertificazione e alla morte dell’occupazione in Irpinia”.  
Sulla vicenda si inserisca anche Giuseppe Solimine, assessore provinciale al Lavoro ed alla Formazione professionale. Il suo è un punto di vista diverso: “La questione Irisbus della Valle Ufita ed il problema più generale del rilancio della produttività e dell’economia in provincia di Avellino devono passare attraverso il pensiero lungo, ovvero una pianificazione prospettica sul territorio, tenendo conto di tutti quegli elementi potenziali come vocazione e capacità da un lato, motivazione e consonanza dall’altro”.
Per Solimine occorre una visione strategica orientata al futuro: "La capacità della politica non si manifesta in ragione delle sterili presenze alle numerose iniziative messe in campo in queste ultime settimane, ma sulla volontà e possibilità di riconfigurare quel pensiero lungo che consente la programmazione degli interventi in rapporto a quello che il territorio è in grado di esprimere - evidenzia -. Occorre utilizzare nuove tecnologie, come la propulsione elettrica per muovere i bus e nuovi modi di intendere l’impegno delle risorse umane. Occorre, cioè, una proposta innovativa che rompa con il passato, diversamente dal dramma del lavoro non ne usciremo”.