BENEVENTO - Niente trucchi, niente inganni. E’ sereno il commissario campano del Pdl, Nitto Palma: “La verifica sul tesseramento ci sarà anche a Benevento, ma non c’è da preoccuparsi. Certo, nel Sannio il numero dei tesserati è il doppio di quello di Avellino. Ma niente che desti allarme”. L’ex ministro della Giustizia approdato puntualissimo, ieri mattina, a Benevento sa bene che più di una lente di ingrandimento è concentrata sul caos tessere nelle province della Campania.
Al suo fianco, Palma ha la coordinatrice provinciale del Pdl sannita, Nunzia De Girolamo, che sui numeri del tesseramento nel Sannio sfodera fin da subito toni rassicuranti: “Undicimila tessere sono un grande risultato – scandisce -, la testimonianza di un partito vivo, che ha voglia di crescere. Non temo alcuna verifica, e poi nel nostro statuto c’è una norma anti-furbetti: al congresso potrà votare solo chi si presenta personalmente”. Ma dopo il congresso, dice forte e chiaro la deputata pidiellina, la musica dovrà cambiare: “Ci saranno regole chiare e anche sanzioni per chi lede l’immagine del partito. Inoltre, chiunque sarà eletto dovrà essere accettato e riconosciuto come leader”.
La prima vera prova congressuale democratica è in arrivo. Il tempo per le polemiche e i veleni su un tesseramento che ha numeri importanti ormai sta per scadere. E’ proprio il commissario campano Palma a dare la conferma: nessun rinvio, il 3 e 4 marzo il Popolo della Libertà sannita sarà chiamato al voto. “Sono contenta – esulta De Girolamo -. Finalmente è arrivato il momento che aspettavo da anni. Ovviamente mi auguro un congresso unitario, perché il partito è un bene comune. In questi anni, con Capezzone, ho gestito un partito con tante criticità, sono stati tempi difficili, che hanno richiesto scelte anche discrezionali non sempre facili”.
La coordinatrice provinciale uscente del Pdl sannita, al congresso, sarà candidata alla guida del ‘nuovo’ Pdl, quello di Angelino Alfano. Ci saranno candidature alternative? Chi oserà sfidare la deputata pidiellina che Berlusconi volle a capo di Forza Italia, al posto dell’ormai pd-pd Antonio Barbieri? Nessuno ieri mattina ha lanciato candidature. Non lo ha fatto il vice-coordinatore Roberto Capezzone, autore di due lettere al vetriolo e anti-De Girolamo al commissario regionale del partito che le cita pure. “Mi aspettavo che dopo le Comunali si aprisse una fase di riflessione, così non è stato – si è limitato a dire il capogruppo pdl a Palazzo Mosti -. Mi auguro che il congresso sia molto partecipato e che coinvolga nella giusta misura tutte le anime del partito”.
Sibillina su candidature altre rispetto a quella dichiarata della De Girolamo anche l’euro-deputata-consigliera provinciale, Erminia Mazzoni, che con un lessico cifrato ha auspicato la verifica sulle tessere “così si sgombra il campo dai dubbi”, ha detto no a un congresso “per acclamazione”, e ha pure pronosticato la presenza di “più mozioni congressuali anche con possibili candidature”, che restano, dunque, per il momento senza volto. Ma poi la Mazzoni – che, peraltro, in Consiglio provinciale non ha mai aderito al gruppo pdl - si è fatta prendere la mano da citazioni autobiografiche, con un’intemerata contro Il Sannio Quotidiano, che si è guadagnata un evocativo “ma che c’azzecca?” generalizzato.
A soffiare sul fuoco delle polemiche tutte interne al partito ci ha pensato il senatore Cosimo Izzo, che ha annunciato lapalissiano: “Al congresso ci troveremo su posizioni diverse”. Apriti cielo. La De Girolamo stizzita sembrava non aspettare altro e ha tirato fuori il rospo costretta a ingoiare: “La verità – ha tuonato – è che tu non mi hai mai accettato”. “E tu non mi hai mai invitato a una riunione, a un coordinamento provinciale”, ha risposto Izzo. Che tanto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte ha aggiunto: “Io sono sempre dalla parte del partito”.
Praticamente, un assist fin troppo facile offerto al consigliere regionale anche presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto: “Ci sono dirigenti qui che non hanno esitato a sabotare il loro stesso partito”. Parole come pietre che colpiscono il commissario campano Palma, che chiede lumi e ottiene in cambio da Colasanto un rinvio: “Ho le prove di quello che affermo, ma ne parleremo al congresso. Come dice Alfano non possiamo accettare che il Pdl venga usato come un taxi”.
Tra scandali che si sgonfiano e veleni che montano, tra annunci di cacce alle streghe e sabotaggi, Nitto Palma resta ottimista: “Questo dovrà essere il congresso del confronto – dice - Qui a Benevento non vedo conflitti insanabili, posizioni differenti sì, ma non lacerazioni profonde. Sono convinto che con qualche sforzo si possa arrivare anche a celebrare un congresso unitario”.
A condizioni che, è il monito dell’ex ministro mandato in Campania per gestire il post-Cosentino, “non ci sia una gestione monopolistica del partito”, e ancora “che si torni a frequentare il territorio e che il coordinamento provinciale torni a essere il luogo del confronto strategico”. Queste le carte da giocare per riportare il Pdl ai fasti berlusconiani.
E la prima grande prova è quella delle amministrative di primavera. E’ lì che il segretario nazionale si gioca il futuro. Tanto che Palma scandisce che “dobbiamo puntare su candidati sindaci che abbiano un feeling con il territorio”, aggiungendo, severo, che “questa volta non sono ammessi errori”.
- Ieri mattina a Benevento il commissario regionale ha incontrato il vertice provinciale del PdL
- «Non ci sono lacerazioni profonde, va trovata un’intesa tra le diverse anime»
Palma: «Congresso unitario possibile»
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