BENEVENTO - Proseguirà l’8 febbraio, quando sarà affidato l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni, il processo a carico delle nove persone che nell’estate dello scorso anno erano state coinvolte in un’operazione antiusura diretta dalla Dda e condotta dai carabinieri. L’elenco degli imputati include Patrizia Matuozzo, 50 anni, moglie di Cosimo Nizza, ammazzato il 27 aprile del 2009; i figli Paolo, 21 anni, e Dora Nizza, 23 anni, il genero, Marco Giorgione, 32 anni; Antonio Nizza, 67 anni, e Antonio Nizza, 42 anni, rispettivamente fratello e nipote di Cosimo; Vincenzo Matuozzo, 55 anni, fratello di Patrizia; Angelo Pilla, 51 anni, Daniele Sacha Zitani, 37 anni, residente a Sant’Arcangelo Trimonte.
Con l’eccezione di Vincenzo Matuozzo e Antonio Nizza (del 1945), agli altri viene contestata l’associazione per delinquere di stampo mafioso.
Le altre accuse a vario titolo: usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria, con l’aggravante delle finalità camorristiche.
Sono impegnati nella difesa gli avvocati Antonio Leone, Vincenzo Sguera, Vincenzo Regardi, Alberto Simeone, Vittorio Fucci, Luca Russo, Nazzareno Fiorenza.
Nel mirino, come si ricorderà, era finita una presunta organizzazione di cui Patrizia Matuozzo, dopo l’omicidio del marito, avrebbe preso le redini, gestendo il giro di usura. Quattro le vittime: commercianti, artigiani e piccoli imprenditori ai quali sarebbero state prestate somme di denaro da restituire con un tasso di interesse superiore a quello fissato dalla legge. Secondo gli inquirenti, pressioni, minacce e in qualche caso violenza per quanti ritardavano i pagamenti.
Una delle presunte vittime si è costituita parte civile con l’avvocato Pierluigi Pugliese, altrettanto ha fatto un’altra con l’associazione Alilacco e l’avvocato Andrea Di Croce.
Inchiesta antiusura della Dda. Nuova udienza tra due settimane
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