BENEVENTO - Il decreto Salva Italia del governo Monti a salvare le Province non ci pensa proprio. Ma la Provincia di Benevento non ci sta. Aggrappata come è all’esile speranza di continuare a esistere, pianifica, programma, investe risorse. E mette in cantiere un concorso per un dirigente a tempo indeterminato, si organizza per nominarne altri due a tempo determinato e ancora altri due extra dotazione organica. Una delibera di indirizzo assunta dalla giunta provinciale il 30 dicembre scorso, ma che qualcuno tiene chiusa in un cassetto, perché a quasi un mese di distanza non è ancora stata ancora pubblicata. Una delibera-fantasma. Votata dall’esecutivo Cimitile, ma tenuta riservata, rimasta impigliata nelle maglie di una non meglio identificata area grigia. Un atto che, però, è una porta d’ingresso a posizioni che presto resteranno vacanti. Perché a giugno scadranno i contratti di quattro dirigenti in carica. A lasciare gli uffici della Rocca dei Rettori saranno Filomena La Zazzera alla guida del Settore Finanze, Pierina Martinelli alla tolda di comando del settore Cultura, Liliana Monaco numero uno alle Infrastrutture e Elisabetta Cuoco dirigente all’Agricoltura e alle Attività produttive.
Ma a agosto a dire addio potrebbe essere anche la lady di ferro della Rocca dei Rettori, la super-dirigente Irma Di Donato. Una potenza assoluta, al vertice del settore Affari generali e Relazioni istituzionali, e che Cimitile ha voluto con sé portandola via dall’Università sannita.
Quella di Benevento è una delle poche province italiane in scadenza: la fine del mandato è prevista per la primavera del 2013. Ma il processo di sgretolamento dovrebbe essere già iniziato, visto che proprio il decreto Salva Italia fissa al 31 dicembre 2012 il termine per il trasferimento delle funzioni ai Comuni o alle Regioni. Con le funzioni a trasferirsi dovranno essere anche le risorse umane.
Se il concorso per un posto di dirigente a tempo indeterminato dovesse essere bandito, la procedura dovrebbe chiudersi entro agosto prossimo. Giusto in tempo per un ‘salvataggio’, in questo grande mare aperto.
Le nomine a tempo determinato dovrebbero interessare i settori Finanze e Attività produttive e Agricoltura, mentre i due dirigenti extra organico dovrebbero essere nominati per obiettivo specifico.
Resterebbe da riempire la casella Affari generali, un settore strategico che ben potrebbe essere assegnato per concorso.
La delibera di indirizzo ha ieri provocato la reazione dei rappresentanti sindacali. A denunciare il caso della delibera fantasma Serafino De Bellis, Gabriella Gomma, Carlo Mirra e Gianna Serena Franzè. Per i quali, i conti non tornano: la spesa del personale a tempo indeterminato, nel 2011, ammonta a circa 350 mila euro; una somma che, per la mannaia del Decreto Brunetta, non consentirebbe l’assunzione di dirigenti a tempo indeterminato (che costerebbe all’ente circa 110 mila euro l’anno). Mentre per i dirigenti a tempo determinato, la proposta sarebbe quella di individuare quelle figure tra il personale interno dimezzando così la spesa. Sotto accusa anche la scelta di nominare altri due dirigenti extra organico: il risparmio, è il ragionamento dei quattro rappresentanti sindacali, si potrebbe ottenere assumendo a tempo determinato impiegati tecnici o amministrativi, meglio se giovani.
La Provincia chiude. Ma assume
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